Paolo Avanzi, diplomato alla Scuola di Arte e di ceramica di Castellamonte, ha frequentato l'Accademia di Scenografia di Torino e lavorato per due anni nello studio dell'Architetto Ettore Sottsass. Studia grafica e tecnica di ripresa, sviluppa e stampa in bianco e nero. Realizza alcuni progetti e disegna caratteri per la macchina portatile “Valentine” della Olivetti. Invogliato dall'Architetto si avvicina al mondo della fotografia e, nel 1970, inizia a fotografare con convinzione la natura, l'acqua e il paesaggio.
Lavora poi a Torino come grafico e fotografo pubblicitario e in seguito, per 12 anni, è consulente alla Olivetti di Ivrea.
Nel 1985 partecipa alla Triennale di Fotografia di Friburgo e ottiene due segnalazioni.
Dal 1983 al 1987 lavora per l’Istituto di Archeologia per il Medio Oriente e per il Centro Scavi dell’Università di Torino. Lavora in Iraq e fotografa reperti archeologici al museo di Baghdad, negli scavi di Mosul, Kifrin, Hatra, Seleucia, Ninive e Babilonia.
Nel 1987 pubblica sul volume “La Terra tra i due fiumi” immagini di reperti archeologici e di scavo ed espone 10 gigantografie per la mostra “20 anni di archeologia italiana in Iraq” al Palazzo Reale di Torino.
Nel 1988 proietta al Palazzo a Vela di Torino 72 immagini inedite di un paese nell'Iraq nord occidentale. E' consulente fotografo e grafico alla Selca di Ivrea. Espone a Verona una personale di fotografie dell'acqua, a Maglione “Terra e acqua in Canavese”, a Biella “Mani e Volti”. Collabora con riviste di Arte, Archeologia e Architettura.
Pubblica e fotografa per diversi artisti, scultori e pittori, ricerca e studia i movimenti dei piccoli corsi d'acqua e matura esperienza interiore aiutandosi sempre con la fotografia.
Attualmente continua a fotografare la zona in cui vive e sta preparando una mostra personale sul Paesaggio nell'Anfiteatro Morenico di Ivrea in ricordo di suo fratello Riccardo.